Come nasce l'idea

Dopo gli eventi del 2016 sono rimasto in una sorta di limbo, in attesa di trovare un nuovo percorso solidale. Ci ho messo un po’ perché di solito quando faccio qualcosa finisco per immergermi del tutto nel progetto, tirando dritto a testa bassa. Ma un’idea come quella di Sorriso in viaggio meritava non solo il mio entusiasmo, ma anche una lunga e attenta pianificazione. Volevo iniziare un percorso, ma senza correre il rischio di abbandonarlo o di fare qualche errore che lo avrebbe penalizzato.

Poi, a cavallo tra il 2019 e il tristemente famoso 2020, due eventi (incontri) molto particolari mi hanno fatto capire che era giunto il momento di ripartire. Non voglio dilungarmi molto, quindi mi limiterò a raccontare quello che considero il vero punto zero, l’inizio di Sorriso in viaggio, legato al secondo incontro “speciale” che ho fatto.

Divido la mia giornata lavorativa tra due attività principali: scrittura e ristorazione. Il caso vuole che il locale che gestisco si trovi non troppo distante dall’Ospedale Bambin Gesù di Roma e questo fa sì che di tanto in tanto io mi ritrovi a servire delle famiglie – solitamente non romane – che hanno accompagnato il proprio figlio per una visita specialistica.

La scorsa estate si è presentata una signora, insieme a suo figlio, un ragazzino allegro di circa 10 anni. Sfogliava il menù e sembrava incerta, poi ha ordinato un pasto per il bambino e per lei solo una porzione di patatine fritte. Erano le 14 , quello era il loro pranzo e lei non avrebbe mangiato. Non è facile che io vada in difficoltà, ma quella volta non sapevo come comportarmi, cosa dire. Alla fine mi sono limitato a far preparare un piatto di pasta in più e l’ho servito alla signora con la scusa più banale, dicendole che per errore ne avevamo fatto uno in più.

Nei giorni a seguire ho pensato spesso a quella signora, ai sacrifici fatti per quel bambino che insieme a lei andava avanti e indietro per l’Italia con la speranza di poter guarire, stare meglio e fare una vita normale. Ovviamente, con la mia attività potevo fare poco, un piatto di pasta ogni tanto non risolve di certo molti problemi. Serviva ragionare in grande, mettere in piedi qualcosa di diverso, strutturato, efficace.

Quella signora non saprà mai che il suo sacrificio di quel giorno ha fatto nascere Sorriso in viaggio. Ma di certo da ora in avanti sapremo aiutare moltissime persone. E molti bambini, nei loro VIAGGI avanti e indietro per il mondo dietro interminabili visite mediche, ritroveranno il SORRISO che alla loro età non dovrebbe mancare mai.

Andrea Franco

Unhappy kid

Mai più sorrisi spenti

Ci sono troppi bambini che hanno smarrito il loro sorriso a causa di una brutta malattia. Quello che possiamo fare è cercare di regalare loro qualcosa che troppo spesso gli viene negata: la normalità, la leggerezza di essere spensierati.