Prima di Sorriso in viaggio

In qualche modo posso dire che il lungo cammino che ci ha portati fin qui è iniziato il 26 agosto 2016, alle ore 3:36 del mattino, con un terribile terremoto. Svegliato nella notte, ho avuto subito la sensazione che stessimo vivendo un dramma e le prime immagini lo hanno confermato.

Quella notte è accaduto qualcosa di particolare: non potevo più fingere di poter ignorare il dolore di tanta gente senza fare nulla. Ho pensato subito di fare una donazione, ma mi sono anche detto che non era sufficiente. Certo, mi sarei aggiunto a migliaia di altre persone e tutti insieme avremmo dato un grande contributo, ma sono dell’idea che andando a smuovere le acque si possano generare onde molto più alte. E contro le onde sismiche che quel giorno avevano messo in ginocchio intere cittadine occorreva un’ondata di solidarietà super.

E così, nel giro di poche ore nasce l’idea di “Io scrivo per voi“, un’antologia composta da quasi 300 autori (moltissimi professionisti accompagnati da altrettanti autori in erba), con altrettanti racconti racconti. Non c’era un tema, non c’erano parametri. C’era solo la voglia di unire più persone possibile e far parlare di noi, vendere il maggior numero di copie e far sentire la nostra presenza. Non solo raccogliendo soldi, ma facendo capire alle persone in difficoltà che non erano sole, che stavamo combattendo insieme a loro.

Per divulgare il nostro lavoro abbiamo creato una pagina facebook omonima (che oggi è la pagina della nostra associazione Sorriso in viaggio) e nel giro di poche settimane abbiamo raccolto 3.600 euro, interamente girati alla Protezione Civile. Ci hanno chiamato anche per parlarne in televisione, al TG3 della Regione Lazio e sulla pagina abbiamo coinvolto quasi 4.000 persone. Numeri interessanti, per un’iniziativa amatoriale.

Poi la pagina è rimasta lì, un po’ ferma, fino a che altri stimoli mi hanno permesso di trovare una nuova via per riprendere il percorso di solidarietà, sebbene con un progetto diverso. Oggi “Io scrivo per voi” non esiste più, ma il pennino nel nostro logo vuole ricordare a noi e a tutti voi, da dove siamo partiti.

Cambiano gli obiettivi, ma non la volontà. Siamo più determinati che mai.

Andrea Franco